Euroirse Project

Istituto Europeo per lo Sviluppo Socio Economico

Logo EUROIRSE
titolo_dx

  • 1 - Partner
  • 2 - Abstract
  • 4 - Activities
  • 5 - Results
  • 6 - Deliverables
  • 7 - Key Documents

LINK

 

 

 

1.      COME VIENE DEFINITA LA GIUSTIZIA RIPARATIVA?

 

Per Giustizia Riparativa si intende: «il procedimento nel quale la vittima e il reo o, se appropriato, ogni altro individuo o membro della comunità lesi da un reato, partecipano insieme attivamente alla risoluzione delle questioni sorte dall’illecito penale, generalmente con l’aiuto di un facilitatore» (Risoluzione 2000/14 ECOSOC).

Tuttavia, l’orientamento che attualmente si predilige cerca di andare oltre la cornice penale, introducendo il tema della giustizia riparativa come strumento di accrescimento del capitale sociale di una comunità. Infatti, oltre a quello penale, gli ambiti nei quali il modello riparativo può essere applicato sono quello familiare, scolastico, interculturale e sociale. L’oggetto dell’intervento riparativo non è più il reato, quindi, quale azione trasgressiva della legge cioè “contro” lo Stato, ma il danno alla persona, alla società e alla comunità (Patrizi e Lepri, in press).

 

2.    LA GIUSTIZIA RIPARATIVA PUÒ ESSERE CONSIDERATA UN MODELLO DI GIUSTIZIA?

Sì, la GR può essere considerata un modello di giustizia che coinvolge la vittima, il reo e la comunità nella ricerca di soluzioni concrete in risposta alle conseguenze prodotte dal reato, al fine di promuovere la riparazione del danno, la riconciliazione fra le parti e il rafforzamento del senso di sicurezza collettivo.

 

3.    QUALI SONO I PRINCIPALI OBIETTIVI DELLA GIUSTIZIA RIPARTIVA?

·                       Restore community order and peace and repair damaged relationships.

·                       Denounce criminal behavior as unacceptable and reaffirm community values.

·                       Support victims, give them a voice, enable their participation and address their needs.

·                       Encouraging all concerned parties to take responsibility, particularly by the offenders.

·                       Identify restorative, forward-looking outcomes.

·           Prevent recidivism by encouraging change in individual offenders and facilitating their reintegration into the community.

 

 

4.    COSA SONO LE TECNICHE RIPARATIVE?

Sono una serie di pratiche che mettono la vittima al centro della risposta alla criminalità e, allo stesso tempo, tendono a responsabilizzare l’autore sugli effetti delle sue azioni.

 

5.    QUALI SONO LE PRINCIPALI TECNICHE RIPARATIVE?

Le principali tecniche riparative sono:

 

  • Apology (scuse formali);
  • Community/family group conference, una forma di mediazione allargata in cui tutti i componenti o gruppi coinvolti in un reato decidono collettivamente come gestire la soluzione del conflitto. Le FGC presuppongono la presenza di un facilitatore e presuppongono l’ammissione di consapevolezza del reo.
  • Community victim Impact statement (VIS), descrizione da parte della vittima di come un reato abbia condizionato la loro vita e gli effetti subiti.
  • L’espletamento di un’attività lavorativa a favore della vittima stessa (personal Service to Victim) o della collettività (Community Service).
  • Victim Offender Mediation (VOM), procedimento che permette alla vittima e al reo di partecipare attivamente, se vi consentono liberamente, alla soluzione delle difficoltà derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo indipendente, (mediatore). E’ la Restorative practise più diffusa in Italia, in particolare nel sistema penale minorile.

 

6.    QUALI SONO LE TECNICHE RIPARATIVE PIÙ UTILIZZATE IN ITALIA?

     La mediazione penale applicata nei procedimenti penali a carico di imputati minorenni.

 

 

7.    QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO IN ITALIA?

Nel sistema legislativo italiano, a fronte di un’attenzione scientifica e operativa al modello della giustizia riparativa e alle sue tecniche, permane una difficoltà di adeguamento della norma e di individuazione di adeguati spazi applicativi. Alcune leggi prevedono il ricorso a pratiche riparative e di riconciliazione; si tratta, tuttavia, di previsioni piuttosto limitate. Le ragioni sono in parte rintracciabili nella nostra cultura/tradizione giuridica, in parte ascrivibili alle formalità di procedura dell’ordinamento giuridico italiano. “Principalmente va considerata la difficoltà di comprendere/accogliere/declinare nella pratica la possibilità di procedure alternative di gestione del conflitto rappresentato dal reato” (Patrizi, De Gregorio, 2009, p. 80).

Di seguito vengono elencate le principali leggi nazionali che contengono alcuni principi ispiratori del paradigma ripartivo.

 

      D.p.r. 448/88, «Disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni»

Art. 9. «Accertamenti sulla personalità del minorenne». 

Art. 27.  «Sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto».

Art. 28. «Sospensione del processo e messa alla prova».    

 

      L. 354/75 «Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà».

 

Art. 47 «Affidamento in prova al servizio sociale», co. 7.

 

      D.p.r. n. 230/2000 «Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà».

 

Artt. 1, 27, 68, 118.

 

8.    QUALI SONO LE DISPOSIZIONI COMUNITARIE IN MATERIA DI GIUSTIZIA RIPARATIVA?

·         La Convenzione Europea sul risarcimento alla vittima di reati di violenza (Consiglio d'Europa - ETS n. 116 del 24/11/1983)

·         La Decisione quadro del Consiglio dell’Unione Europea relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale (2001/220/GAI del  15 marzo 2001)

·         La Dichiarazione sui Principi fondamentali di giustizia in favore delle vittime della criminalità e delle vittime di abusi di potere (Assemblea generale delle Nazioni Unite - Risoluzione n. 40/34 del 29/11/1985)

·         La Raccomandazione concernente l'assistenza alle vittime e la prevenzione della vittimizzazione(Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa - Racc. n. R(87)21 del 17/11/1987)

·         La Risoluzione sullo Sviluppo ed attuazione di interventi di mediazione e giustizia riparativa nell'ambito della giustizia penale (Economic and social Council delle Nazioni Unite n. 1999/26 del 28/07/1999) 

·         La raccomandazione relativa alla Mediazione in materia penale (Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa n. R(99)19 adottata il 15/09/1999)

·         La Dichiarazione di Vienna su criminalità e giustizia (X Congresso delle Nazioni Unite sulla Prevenzione del crimine e il trattamento dei detenuti - Vienna 10-17 aprile 2000)

·         La risoluzione sui principi base sull'uso dei programmi di giustizia riparativa in materia criminale(Economic and Social Council delle Nazioni Unite n. 2000/14 del 27/07/2

 

9.    QUALI SONO ALCUNI LIMITI DELLA GIUSTIZIA RIPARATIVA IN ITALIA?

In Italia, a fronte di un’attenzione istituzionale e giuridica che prescrive e sottolinea l’importanza dell’applicabilità delle tecniche riparative a livello pratico e processuale, tuttavia permane una difficoltà di individuazione degli spazi applicativi, sia per la mancanza di sufficiente informazione sulle teorie e le norme di riferimento della giustizia riparativa e sulla mediazione penale, sia per la necessità di ridefinire le best practise dell’intervento.

 

10.              ALCUNI RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 

·        Cuzzocrea V. (2010). Al di là del Bullismo, Roma, Alpes.

·        De Leo G. (1996). Psicologia della responsabilità, Bari, Laterza.

·        De Leo G. (2002). «Temi e nodi della mediazione penale», in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3,pp. 147-152.

·        De Leo G. e Patrizi P. (2002). Psicologia giuridica, Bologna, Il Mulino.

·        Giuffrida M.P. (2004a). «Verso la giustizia riparativa», in Mediares , n. 3, pp. 75-83.

·        Giuffrida M.P. (2004b). «Una sintetica analisi dei principali documenti internazionali sulla tutela delle vittime  e la giustizia riparativa», in Mediares , n. 3, pp. 187-195.

·        Giuffrida M.P. (2005). «Giustizia riparativa e mediazione penale. Linee di indirizzo sull’applicazione nell’ambito dell’esecuzione penale di condannati adulti», disponibile all’indirizzohttp://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_12_1.wp?previsiousPage=mg_14_7&contentId=SPS47284

·        Mannozzi G. (2000). «Problemi e prospettive della Giustizia Riparativa alla luce della dichiarazione di Vienna», in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3, pp. 1-28.

·        Patrizi P. (2007) (a cura di). Responsabilità partecipate. Percorsi di inclusione sociale per giovani adulti autori di reato, Milano, Giuffrè.

·        Patrizi P., De Gregorio E. (2009). Fondamenti di psicologia giuridica, Bologna, Il Mulino.

·        Patrizi P. (in press). Psicologia della devianza e della criminalità. Teorie e modelli di intervento, Roma, Carocci.

·        Patrizi P. e Lepri G. L. (in press). “Le prospettive della giustizia ripartiva”, in P. Patrizi, Psicologia della devianza e della criminalità. Teorie e modelli di intervento, Roma, Carocci.

·        Scardaccione G. (2002). «Contributi significativi al dibattito sulla Giustizia Riparativa: presentazione», in Rassegna Penitenziaria e Criminologica, 3,pp. 139-146.

·        Wright M. (2010). Towards a Restorative Society: A Problem-Solving Respomse to Harm, in “Make Justice Work”, pp. 1-40.

Zehr H. (1990). Changing Lenses: a new focus for crime and justice, Scottdale, Herald Press.
This project has been funded with the financial support of the Industrial Relations and Social Dialogue Programme of the European Union - Directorate-Employment, Social Affairs and Inclusion. This website reflects the views only of the author, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.